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Cosa fare quando si verifica una morte 08/11/2016

Cosa fare quando si verifica una morte
Cosa fare quando si verifica una morte

Cosa fare quando si verifica una morte

Cosa fare quando si verifica una morte accertamento di morte si intendono tutte le procedure medico-legali eseguite esclusivamente da personale medico per:

Certificato di morte chi lo può fare

Certificato di constatazione del decesso richiesto a qualsiasi medico che abbia prestato assistenza al morente o che sia intervenuto a decesso appena verificato. Attesta quali siano le cause immediate, laddove esse siano riconoscibili, del loro verificarsi, e delle eventuali terapie praticate.

Denuncia delle cause di morte: è obbligatoria solo per chi realmente conosce la concatenazione causale degli eventi che hanno condotto alla morte il soggetto. In generale è obbligo del medico curante o del necroscopo.
Deve essere fatto entro le 24 ore.

Referto: in caso di certa o sospetta morte violenta. In questo caso il medico metterà la salma a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Nulla osta per la sepoltura da parte dell’Autorità Giudiziaria, in caso di referto. Negli altri casi è sufficiente la denuncia delle cause di morte.
Certificato Necroscopico: attesta la realtà della morte dopo la 15ª, e prima della 30ª, ora di osservazione del cadavere o da ECG continuo per 20 minuti.

In caso di persona sconosciuta, il Procuratore della Repubblica cui perviene il referto, ordina che il cadavere sia esposto nel luogo pubblico a ciò designato e, all’occorrenza, fotografato.
La sepoltura, in questo caso, non può mai essere eseguita senza l’ordine del Procuratore.

Medico necroscopo

In caso la morte sia avvenuta al di fuori di un Ospedale, il Regolamento di Polizia Mortuaria prevede che la visita del medico necroscopo debba essere sempre effettuata non prima di 15 ore dal decesso, salvo i casi particolari già descritti (devastazione, morte infettiva), e comunque non oltre le 30 ore.

Accertamento di morte Art. 8

In caso di morte in un’azienda ospedaliera, le attuali direttive prevedono che si effettui un elettrocardiogramma per 20 minuti consecutivi, nel quale non si deve registrare alcuna attività cardiaca.

Nel caso si sospetti la morte cerebrale, la Direzione Medica ospedaliera convoca un Collegio composto da:
un medico legale o, in mancanza, da un medico della Direzione Sanitaria o da un anatomopatologo
un medico specialista in anestesia e rianimazione
un medico neurofisiopatologo o, in mancanza, da un neurologo o da un neurochirurgo esperto in elettroencefalografia.

Il Regolamento di Polizia Mortuaria DPR n° 285/90 del 10 settembre 1990 prevede che venga rispettato il periodo di osservazione fino alla comparsa di fenomeni tanatologici certi. Questo al fine di scongiurare il pericolo di inumare persone in stato di morte apparente.

Ovviamente in caso di devastazione fisica (decapitazione, maciullazione, ecc.) la stessa è considerata segno certo di morte.

Nel caso di deceduti per malattia infettiva, l’ASL adotterà le misure cautelative necessarie.

Che cosa fare quando si verifica una morte

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